mercoledì 2 maggio 2018

Loredana Filippi

giovedì 18 gennaio 2018

Il Significato viene dal futuro...






Il "Significato" viene dal Futuro...
Quello che rende la guarigione effettiva, completa e duratura è ciò che procede dall'"interno", quel qualcosa che matura, dentro di me, proprio a causa del mio stesso problema.
Muovo qualcosa "lì dentro" - modifico, riassetto, o anche solo "ascolto e osservo", cioè mi "accorgo" e rendo consapevole - e qualcosa cambia "là fuori"...
Non può non essere che così. E' Interdipendenza; poiché, in realtà, anche "dentro e fuori" sono solo dei concetti utili alla mente, quindi illusori.
Il "Significato della malattia", del problema, dell'"attrito" che mi affligge, sta proprio qui: "significato" non è solo la consapevolezza di una probabile matrice interiore, psichica, profonda, ma è la Consapevolezza stessa... ovvero ciò che "conquisto" dentro di me. Ciò che il "pro-blema" (che è 'pro-ballo', pro-getto, di una crescita, ovviamente) mi offre...
Infatti. Il Significato viene dal Futuro...

Il "doppio binario" della Guarigione










La guarigione procede sempre su di un "doppio binario", in una doppia "direzione": dall'"esterno" (i giusti interventi terapeutici) e dall'"interno", grazie alla Consapevolezza che il cosiddetto problema mi porta a maturare.
Se me ne "accorgo", ovvero ne divengo consapevole, ecco che, immediatamente, innesto tutta una serie di inattese risorse che attivano, sostengono, promuovono la Guarigione.
Quella vera!

Per saperne di più...

Medicina dei Significati .online
Risorse che attivano la Guarigione, attraverso la Consapevolezza

Albero o presepe?? entrambi... strumenti di meditazione!















Albero o presepe?? entrambi... strumenti di meditazione!
Personalmente per me è l'albero (ecco il mio, che si vede poco ma vive in felice connubio con la mia arpa celtica), ma il presepe mi manca molto.
La sera mi intrattengo con lui..

Recentemente, mi sono veramente resa conto che è strumento di meditazione.. e, soprattutto, che tu diventi ciò che contempli!

Ho scoperto cosa mi evoca il suo scintillio, la sua magia, soprattutto quando le lucine di spengono in parte. Quello è il momento più intimo, più misterioso, più intenso.
Ho scoperto che, ciò che stavo contemplando, agiva su di una parte precisa del mio corpo (il petto, il cuore) e vibrava nello stesso identico modo! In una parola, era DENTRO di me.. E dire che pensavo di guardare qualcosa "al di fuori!"...
Allora mi sono detta: ecco la magia.. sto contemplando il mio cuore!
Devi DIVENTARE ciò che contempli, che ti proponi di conoscere, di incontrare, sia esso una persona, una cosa o un'idea!
Sii, ciò che vuoi conoscere! ecco il segreto!

Un abbraccio a tutti coloro che amano il silenzio, la luce raccolta, il mistero che ci avvolge.
Un abbraccio a tutti coloro che amano.

Silenziosamente, Loredana



Il "Paradiso" è un atto i Volontà. Il sapere e la Sapientia antica














Il vero Sapere, si innesta sempre sulla strada dell'antica Sapientia, indicata nelle diverse scuole esoteriche e sapienziali - nate in diversi luoghi e tempi del pianeta (Pianeta-Uomo) - che hanno percorso da sempre l'Oceano del Tempo e della Storia.

Strada molte volte perduta, poiché appositamente nascosta ai più, mimetizzata, perché non destinata a tutti: "esoterica", appunto, e con ben precisi e motivati scopi; primo fra tutti quello di proteggerne sia i "contenuti" che i "passeggeri", raramente pronti ad iniziarne il cammino.

Ogni altro "sapere", orfano di tale conoscenza, non potrà che essere monco, non portatore di Consapevolezza, che non è "conoscenza", ma "Comprensione", ovvero "conoscenza che si fa Carne", in noi. Sapere, profondamente abitato dall'Essere.

Ogni sua altra forma o declinazione, anche se esce dalle migliori università o dai più evoluti cervelli, rimarrà ad abitare il "limbo" della Conoscenza: quel Castello degli Spiriti Magni, dove pur risplende luce, ma dove tale luce non gode dell'innesto nella Sapienza stessa che l'ha generata. E' dimensione ontologica, assolutamente priva di qualsivoglia pastoia religiosa e re-ligante.

Ogni umana costruzione che non la contempla, sarà solo un Golem senz'anima, destinato a "passare". A meno che, da essa ispirato, contempli la possibilità di percorrerne il cammino alla rovescia, riconoscendo le tracce che a questa possano ricondurre.

Tuttavia, oggi, la "finestra sul cielo" è aperta, almeno per chi oserà innalzare lo sguardo. I Tempi sono pronti e determinano addirittura una vera urgenza. Ma il "PARADISO" è un ATTO DI VOLONTA'...
Sta ad ognuno di noi compiere quel passo che, tuttavia, non da tutti è sentito, a mo' di chiamata, e, quindi, evocato.

Le scienze di frontiera stanno oggi sfiorando quel "confine", quel limen che non divide ma unisce; ri-unisce scienza e spiritualità, antico e nuovo sapere, nel mistero che li genera e contiene.
Ma, ripeto, in modalità assolutamente evinta da religiosità alcuna. Sacro è, in questo senso, ciò che RIPORTA all'Essere e al mistero che lo ha generato.

Se, un tempo, solo l'intuizione, la mente intuitiva, poetica, artistica poteva frequentare l'"ineffabilità" di quel confine, oggi, se pur con prudenza e limitatamente a sé, anche la ragione può avvicinarsi, accettando però la prova di cui parlano tanti miti.

Come quello di Orfeo, che non deve voltarsi a "guardare" (portare cioè, sul mistero, la luce della ragione) la moglie Euridice che egli sta guidando fuori dall'Ade.

O quello di Psiche, che deve accettare (non accontentarsi) di amoreggiare con Eros al buio poiché, nel momento in cui cerca di vederlo accostando a lui la lampada con l'olio, ecco che una goccia cade sull'amato, lo sveglia e questo fugge via.

Finanche Cenerentola, che esce da un ambito diverso ma pur sempre dal buio delle nostre "terre interiori", dove risiedono i codici formanti, deve "rientrare", non dopo la fatidica mezzanotte...

Ma se appena "metti il piede" al di là del "confine" o della "soglia" della ragione, qualcosa di tuo sfuggirà e, per sempre, ne sentirai il richiamo. Allora il Principe deve "mettersi alla Ricerca" (la tua parte "maschile", cui spetta il compito di "ricordare"), per ricongiungersi alla sua Sposa.

Occorre l'Atto di Volontà, il proclama reale. E nessun indugio potrà trattenerti.
Nel Proemio della Divina Commedia, Virgilio dice più o meno così a Dante: D’obbligo di porterò all’inferno e sempre per
obbligo ti porterò in purgatorio… ma se vorrai salire devi deciderlo da solo!

In ogni evento della nostra vita - quindi anche nella "malattia" - possiamo riconoscere vari livelli con cui avvicinarsi, percepirlo, viverlo e, a volte, trasformarlo: non fermiamoci alla "lettura letterale", né a quella "allegorica", e "morale" (psicosomatica, in termini moderni...)
Decidiamo di ascendere, di innalzarci, comprendendo il "Significato" delle cose.

E' "avvicinarsi" a SOD, il "segreto": l'ultima consonante del termine non solamente biblico "paradiso":

- dove P (Phe,la prima consonante ma in realtà una delle "lettere iniziatiche" nell'ebraismo cabalistico) è la lettura iniziale, letterale, semantica, non solo di un testo, di un'opera d'arte, ma di ogni evento della vita.

- R (resh) è il vettore che invita a "scorrere" verso il passo ulteriore; Dante direbbe "allegorico"; che già comincia a "sentire" che "c'è dell'altro", oltre l'apparenza.

- D (Darash, è il cercare con attenzione e con passione) è "entrare nell'ascolto", ascolto globale, che coinvolge ogni parte del nostro essere, e che solo può condurre a Sod, il Segreto. E, infine...

- S (Sod) è il livello che Dante dice Anagogico, quello che ti solleva, ti innalza... raramente raggiungibile, ma verso il quale è necessario mettersi in cammino. Poiché la meta E' il Cammino.

Qui, occorre la VOLONTA'. Quella superiore che "o c'è o non c'è"...
Ma se la senti urlare dentro di te, rompi ogni indugio e mettiti in cammino!

Non siamo soli. Possiamo prenderci per mano!


giovedì 10 dicembre 2015

Solstizio d'inverno: le tenebre a un passo dalla luce



Milano, 
sabato 19 dicembre
h. 17.00 - 19.30


Il movimento dell'energia nella natura e nella vita, come negli eventi del nostro tempo...

Il "messaggio" è davvero potente e legato al tristissimo momento che stiamo vivendo tutti oggigiorno.. Occorre portare, con la MASSIMA URGENZA, una consapevolezza speciale per non farsi assorbire da queste tenebre che ci circondano. 

Il Corso dell'Anno come cammino d'iniziazione insegna a riconoscere il "pericolo", ovvero i rischi, le trappole o le "forze tentatrici notturne" che il Buio porta con sé, al fine di reintegrarle nel cammino verso la luce: che sarà illustrato, in parallelo, nel suo movimento sul piano fisico-energetico (relativo al corpo umano ma anche agli eventi cui assistiamo nel nostro tempo), sul piano psichico-emotivo e su quello spirituale. 

Per dare più Significato alla nostra vita, e riscoprirne il "senso", necessario a contrastare la direzione involvente e negativa nella quale tutto, oggi, sembra precipitare.

Nella tradizione nordica, la festività di Yule, nel tempo del solstizio, è considerata la "seconda porta" del Corso dell'Anno.

>> Il Corso dell'Anno come respiro della terra

 
Costo dell'incontro:

€. 15.00 (10.00 per gli associati). 
La quota per il tesseramento annuale è di €. 15.00. 

Prenotazione: 

possibilmente entro mercoledì 16 dicembre, inviando una mail a info@medicinadeisignificati.it, oppure telefonando a Loredana Filippi: 

02-2682 0608  
338 8603 062

giovedì 5 novembre 2015

EMBOLO IN GRAVIDANZA e CONSAPEVOLEZZA:

Medicina dei Significati: dal sintomo al simbolo (Lettera Aperta)


"sono incinta di 12 settimane e ieri mattina ho avuto un embolo con perdite di sangue per cui mi è stato consigliato riposo assoluto. Il bimbo sta bene e vorrei sapere a cosa l'embolo è legato a livello spirituale, perché non riesco a capirlo da sola. Vi ringrazio per l'aiuto, M."

Loredana Filippi: "Premesso che, ovviamente, sarebbe opportuno conoscere meglio la tua storia, gentile M., posso darti, in linea generale, qualche elemento per orientare la tua riflessione ed il tuo "ascolto di te": a livello già abbastana "profondo", l'embolo è un "problema" o un trauma rimasto insoluto... Credo che questo bambino sia qui per aiutarti... te lo fa vedere e ti aiuta, se vuoi, a risolverlo. Lui sta bene, mi dici, ma ora a te tocca "riposare" per poter frequentare la profondità, l'Ade, che non è il regno delle ombre come spesso pensiamo, ma è lo scrigno delle nostre risorse più profonde e preziose. Ti abbraccio e non dubitare della tua forza che, ora, è sostenuta e potenziata anche da quella della tua creatura..."

Risposta di M.: "meditando su quanto mi dici, effettivamente ho vissuto in modo molto traumatico il mio ultimo parto, avvenuto con cesario. Ora vorrei far nascere naturalmente il secondo bambino, ma qualcosa dentro di me teme di provocare la rottura dei tessuti."

Loredana Filippi: "ti suggerisco alcuni fiori di Bach, rescue Remedy per bocca e direttamente sulla ferita del precedente cesario, ed eventualmente Mimulus, contro la paura."

M. risponde, dopo una settimana: "ho fatto l'ecografia e l'embolo risulta sparito... Merito della consapevolezza??? "

sabato 17 ottobre 2015

La "ricerca" è già luce





Cercando fra le mail del passato, quelle conservate perché "significative", oggi seleziono questa: 


"Gentile Loredana, vorrei tanto trovare una medicina per curare la mia angoscia perenne e le mie difficoltà a relazionarmi. Il senso di vuoto e di non senso della vita che mi pervade spesso sono per me un grosso problema. Appena provo una tecnica (psicologia, pnl, eft, costellazioni familiari) sono molto entusiasta all'inizio ma dopo poco tempo sono punto-e-a-capo, con le stesse angosce, le stesse paure, le stesse credenze limitanti, gli stessi problemi di depressione. Mi entusiasmo facilmente per poi lasciar perdere (tanto non cambia nulla). Sto cercando un punto di riferimento, sto cercando una dritta, sto cercando qualcosa che mi dia un aiuto a capire le mie angosce da anni. Possibile che sia così difficile? Viviamo giorno per giorno, barcollando al buio totale, quando tutti raccontano che da qualche parte c'è la luce? Scusa il lamento..."


Carissima,
non devi disarmare... il tuo "mi entusiasmo facilmente per poi lasciar perdere" mi dice che forse devi apprendere a danzare... Ma cosa significa "danzare"? Per me è quasi una parola magica: è volteggiar fra il cielo e la terra... è saper spostare, con LEGGEREZZA, tutto il peso del corpo da una gamba ad un'altra senza paura di perder l'equilibrio (cosa che facciamo sempre quando camminiamo); è affrontar l'apnea tra inspiro ed espiro (quante volte al giorno lo facciamo senza rendercene conto?); è non temere il buio quando il sole tramonta.. 

In poche parole, danzare è, per me, non "identificarsi" né in una condizione, né nell'altra. Siamo in un mondo di polarità.. e non è detto che - dice Hillman - le mille giravolte della vita non stiamo tracciando, al di là dell'apparenza, un percorso preciso, con tanto di direzione.

E' quello che dobbiamo fare: noi siamo esseri chiamati a danzare... poiché l'uomo è DOPPIO (due gambe, due occhi e, persino, forse non ci crederai, due nasi e due cuori.... a te svelare il "koan"). Cosa importante da apprendere, dunque, sta nel non cercare di identificarsi in alcuna delle due metà... Mi spiego? Passiamo una vita a cercare di identificarci in questo o in quello... E così continuiamo ad "arredare tunnel" scambiando per "casa" ciò che è solo un luogo di passaggio...

Oggi, inoltre, si tende a patologizzare tutto... depressione in primis! Non entro nel merito della questione, peraltro delicata.. Dico solo che, se imparassimo a "legittimare" la parte in ombra della vita (che, tutti sappiamo, non è fatta solo di cose "luminose", per restar nella metafora) forse, allora, potremmo ricordarci della danza! Che significa "danzare fra gli opposti", non irrigidirsi in uno di essi.. Luce e buio, buio e luce... fanno il "giorno" sulla terra! Il "buio" non è pathos, è necessario!! 

"All'inizio è il buio" dicevano gli antichi filosofi. Ogni NASCITA, INIZIA NEL BUIO, come ogni cammino di iniziazione. Ma ricordiamoci di non "arredare il tunnel"!
Normale che un "essere in crescita" viva questa "angoscia da mancanza di OIKOS" cioè da "mancanza di casa"... E' un segno del Cammino. L'Essere in Cammino "legittima" il suo esilio, il suo sentirsi straniero sulla terra. Percepisce una "terra promessa", ma al momento ancora non la vede... 

La trappola qual è? Credere che tutto sia inutile.. che sia un gioco perverso ai nostri danni.. Che non esista via d'uscita! In questo caso la via d'uscita, molto probabilmente, esiste ma alberga altrove, ad un altro livello di coscienza.. Inutile cercare sempre entro il perimetro della nostra cameretta..

Puoi provare tutte le pratiche che il cammino ti offre, ma ricorda: queste funzioneranno solo quando saranno attivate dal tuo cammino di consapevolezza... 

Poiché sei sempre TU il fulcro del tuo cambiamento, e MAI le tecniche, i fiori di qualunque natura o medicina alcuna, bisturi o canto sciamanico.


Un caro saluto e augurio, e non dimenticare che la ricerca è "già" la luce...



Foto: slide da Al di là del velo. Il rito dell'incontro fra la morte e la vita

mercoledì 14 ottobre 2015

BASTA FARE I PESCI NEL DESERTO!!!



Per chi ha deciso che BASTA FARE I PESCI NEL DESERTO!!!

reminder!! 

OGGI (merc.14 ott) ma anche mercoledì prossimo e il prossimo ancora.. dalle 18.00 alle 20.00 OPEN HOUR con Loredana, Erminia, Isaia, Barbara... chi vuole anche solo conoscerci e, magari, ri-conscerci..

Noi ci siamo, vuoi venire anche tu? 

BISOGNA CERCARE MARE...

E ALTRI PESCI DELLA STESSA RAZZAAAAAAAAAA 

Per contattarci:
Loredana Filippi 338 8603 062 - 02 2682 0608

Milano, via Marciano 9
seminterrato a sx.

zona Citt Studi, bus 54 e 93

lunedì 12 ottobre 2015

Ernia iatale e gravidanza: il riconoscimento di un nuovo spazio interiore

(Medicina dei Significati: Dal Sintomo al Simbolo)


Ora pubblicherò (in modo ovviamente anonimo) una serie di "appunti di Medicina dei Significati" legati a problematiche di vario tipo, alcune raccolte attraverso le consulenze di persona, nel mio studio, altre invece in differita, cioè in modalità online o email-counseling). Penso possano essere utili a molte persone.. 

Ecco la prima:

una donna, di 30 e qualcosa anni, incinta di quattro mesi, accusa consistente dispepsia, con nausea e vomito continuo.

La spegazione organica, di carattere "meccanico", è evidente: l'ingrossamento dell'utero nel corso della gravidanza costringe lo stomaco in uno spazio sempre più ridotto. La presenza dell'ernia iatale aumenta la sintomatologia gastrica. Gastroenterologo e ginecologo sentenziano: te la devi tenere...
Durante il colloquio, nel corso di una sessione di Medicina dei Significati, emerge che l'ernia iatale rappresenta, nella sua natura simbolica, un "conflitto di spazi", territori impropri e frontiere non riconosciute. Meglio direi, non ancora "legittimate".

Lo stomaco è "organo di accettazione" come del resto anche l'utero che, durante la gravidanza, pone la donna a confronto proprio col problema del "fare spazio", dentro di sé, a qualcosa di nuovo; non solo il nuovo essere che si forma, ma il "nuovo mondo" che l'aspetta, compresa la nuova "identità di madre", che dovrà nascere, anch'essa, insieme al figlio. 

In seguito a questa prima sollecitazione di consapevolezza, avvenuta nel corso della consulenza, la giovane donna ricorda che "da sempre" si è sentita costretta a "chiudere la bocca dello stomaco", per evitare che l'angoscia le salisse fino alla gola, soprattutto perché la madre le aveva insegnato che "non doveva piangere". Manifestare col pianto le proprie emozioni significava infatti dare spazio ad una sorta di "debolezza", di malintesa debolezza, che la madre da sempre le aveva insegnato a fuggire.

La giovane ricorda inoltre che, anche prima della gravidanza, si era abituata a contrarre costantemente la muscolatura dell'addome poiché, se avesse permesso a questo di rilasciarsi, lei si sarebbe sentita invasa da un senso di paura. (Paura della paura!! la cosa riguarda una bella percentuale dei nostri probleni) 

La gravidanza mette a dura prova l'ostinato "controllo di sé" e delle proprie emozioni. La donna è sottoposta, su più fronti, ad una vera e propria prova di accettazione. La gravidanza insegna alla donna proprio ad "allargare se stessa!" e lo fa attraverso il corpo! ma la cosa non riguarda solo il corpo.. 

E' il passo del "primo sacrificio del sé".. necessario per fare posto al cosidetto "incontro con l'Altro" nella nostra vita, grande momento iniziatico, indispensabile al prosieguo del cammino (vedi il Corso dell'Anno come cammino di iniziazione, alla pagina Facebook "Il respiro di Demetra": https://www.facebook.com/ilrespirodidemetra)

Attraverso l'uso della respirazione consapevole (la danza del respiro: immagina il ventre che si espande e il cuore che si calma), con pazienza e dolcezza (visto il suo attuale stato) le insegno un nuovo atteggiamento, sia interiore che esteriore, anche attraverso esercizia fisici veri e propri, e di respirazione: abbastanza velocemente, lei impara a "non aver paura" ad allentare il controllo e la tensione e a "lasciare gradualmente la presa". 

Impara anche ad accogliere il "senso della fiducia". Del resto, è la gravidanza stessa che, per natura, porta con sé questo insegnamento... Il lasciarsi portare dall'onda della fiducia e dell'affidabilità, (la pistis greca, Πίστις, che in Platone diviene addirittua una "tipologia di conoscenza"), intesa nei confronti della "grande onda" della vita, onda di saggezza, che tutti porta con sé e cui possiamo tornare ad affidarci, soprattutto in certi momenti (iniziatici) dell'esistenza.


Nel giro di pochissimi giorni, la pancia si fa visibilmente più grossa (come se fossero improvvisamente passati altri due mesi di gestazione...) e i sintomi migliorano. 

La lotta, compiuta dai suoi organi, per la conquista di uno spazio interno, non percorreva la giusta via; e lo stomaco era finito per "risalire", nella sua porzione superiore, attraverso lo iato del diaframma.

La legittimazione del "far spazio ad un nuovo spazio", non più solo "interno" ma interiore e profondo; la scoperta, e soprattutto la legittimazione, delle emozioni che per natura albergano nelle viscere profonde; l'imparare a non temerle ma a riconoscerle e legittimarle, creano gradualmente "spazio" all'emergere di nuovi ricordi: in questo caso, al ricordo dell'improvviso precipitare, da bambina, in uno stato di "silenzio" che sfiorava il mutismo... cosa che ovviamente ebbe a preoccupare i genitori. 

Chiudersi al mondo esterno per proteggersi da esso non è certo sufficiente, se non permettiamo la crescita adeguata di tutto quel mondo interiore, che molte volte è il solo che ci dà vera protezione.


L'ernia iatale ben somatizza (e simbolizza) questa condizione interiore: lo stomaco, organo di accettazione, è anche sede dell'istinto dell'aggressività, quell'aggressività buona, necessaria alla vita, che ci permette la sopravvivenza; e non a caso è l'organo deputato all'accoglienza e alla digestione del cibo (che, simbolicamente, è Altro da NOI)... Risalendo verso l'alto, esso sembra rivendicare uno spazio non proprio, quello del sentimento, dell'amore e dell'"accettazione" (e siamo già ben oltre il livello fisico) che solo il cuore può operare.

Lo stomaco è anche organo elettivo di rappresentanza del potere dell'io, del suo porsi nel mondo, del suo affermarsi (terzo chakra) anche attraverso l'introiettare Altro da Sé.. Spazio di consapevolezza che va guidato verso una corretta autodefinizione. 

L'ego ci sostiene e ci protegge. Ma il cammino si compie quando questo, dopo essersi costituito e adeguatamente strutturato, impara gradualmente a diluirsi e a fare quel passo indietro fondamentale, il passo indietro dell'io che impara a "fare spazio al tu"...

La gravidanza è l'occasione, unica e speciale, offerta alla donna nel corso del suo cammino. Occasione unica di conoscere il proprio corpo e comprenderne il linguaggio; occasione unica per "elaborare nuovi spazi" per riconoscere i propri bisogni, da quelli fisici (tempi più lenti, dormire, fare spesso pipì) a quelli più interiori e profondi. Lì, lo spazio si traduce in tempo: mi dedico a qualcosa che desidero e che mi fa sentire meglio!

Questi spazi interiori da conquistare, sono "spazi psichici" che aprono la strada alla nuova mamma, che nascerà col nuovo bambino... e, con essi, nascerà anche la capacità di legittimare le sempre nuove necessità che la danza della vita da sempre porta con sé, nella sua storia di continua trasformazione...


www.medicinadeisignificati.it
info@medicinadeisignificati.it

Loredana: 338 86 03 062


Consulenze professionali anche in modalità online (Skype) o email (e-mail counseling)